The Experience

Discography

The Experience

  • Release date: 2008-05-15
  • Label: Club Inferno

Tracklisting

  1. The Experience
  2. Return No More
  3. Inviolated
  4. Lady Nature
  5. Horror Without End
  6. Heaven Of Prises
  7. I Will Kill You
  8. Bad Society
  9. Light In The Dark

 

Album Reviews

Però….non male, non male questo album d’esordio dei Campani InAllSenses, una martellata sui denti data senza troppi complimenti e senza andare troppo per il sottile mediante un Thrash tiratissimo con influenze Death che però non riescono a mascherare le ascendenze old-school della loro proposta.

Si tratta di un gruppo con una certa storia alle spalle , (attivi dalla metà degli anni 90), e che, nonostante una lunga sequela di cambi di formazione, (la line-up è mutata anche dopo la registrazione di “The Experience”), riesce a mostrare una forte coesione ed una gran voglia di farsi largo a colpi di songs da wall-of-sound ispirate ai Pantera, ai Sepultura, agli Slayer, ai Testament, e ad un certo gusto Italico che di tanto in tanto si può osservare mentre cerca di nuotare nel mare di riffoni di sapore americano che caratterizzano il sound made in InAllSenses.

Il growl efferato, (veramente godibile, anche se questo non è forse il termine più adatto), di Ruggero Formicola conferisce ulteriore aggressività ad un lotto di pezzi non lungo, ma maledettamente efficace nel suo aggredire quasi senza momenti di respiro, (“Return no more”, un intermezzo in “Heaven of Pricses” e l’acustica “Light in the Dark”); Giuseppe Senese, (cui, dopo la registrazione di TE si è affiancato Vittorio Casaburi), non mostra remora alcuna nel piazzare i soli quando essi servono, senza badare per nulla al fatto che possano sembrare più o meno moderni, mentre Bart D’Arezzo e Lorenzo Picierno picchiano senza ritegno come fabbri ferrai incazzati dopo esserci martellati il mignolo sull’incudine mantenendo sempre altissima la tensione, niente fronzoli o soluzioni particolarmente ricercate, solo pesantissimo Thrash/Death da combattimento che, suppongo, risulterà ancora più efficace dal vivo, tutto ciò al di là delle etichette eclatanti sui foglietti di accompagnamento (Apokaliptic Thrash Death), che lasciano il tempo che trovano.

Intendiamoci, niente di particolarmente originale o innovativo, anzi, come detto le radici della band sono piantate abbastanza saldamente negli anni ottante, ma c’è cuore, anzi, come preferisco dire io, stomaco, cervello e nessuna voglia di compiacere pubblico e/o discografici, con un effetto finale quasi collerico, astioso, “giusto” per il Thrash/Death degli InAllSenses.

Non disprezzabile nemmeno la produzione che, senza ovviamente raggiungere picchi di assoluta eccellenza non compatibili con la dimensione dell’etichetta e della band, si fa comunque apprezzare per pulizia e nitidezza della resa acustica, contribuendo quindi in positivo nella formulazione del giudizio finale.

Se gli InAllSenses riusciranno in futuro ad inserire anche qualche elemento che sia maggiormente caratterizzante nella loro musica potremmo trovarci di fronte ad una realtà importante per il panorama italico, nel frattempo possiamo goderci questo più che dignitoso esordio, che è già parecchio.

Francesco Gallina “Raven”